HOU – Il Fuoco

il fuoco WEBLa primavera e la Pasqua ci ripropongono il tema del Fuoco.
La notte di Pasqua, infatti, si accende e benedice il Fuoco e dalla Luce de Cero Pasquale lentamente, ad una ad una, si accendono le proprie candele che, come luci singole, illuminano la chiesa. Queste tenue luci trovano il loro trionfo nel momento dell’annuncio della resurrezione del Cristo quando tutta la chiesa viene inondata di luce.
Il Fuoco, la Luce, simbolo della presenza dello Spirito nella coscienza individuale, influenza spirituale che illumina il Cuore, trova la sua pienezza nella Luce del Cristo, coscienza universale che guida l’universo.

Il Fuoco, elemento amato e temuto, incanta e desta meraviglia.

Tra tutti gli elementi è l’unico che non possiamo prendere e toccare. Ci viene donato e resta con noi se alimentato. Per manifestarsi, infatti, necessita di “poggiare su qualche cosa”, di aderire alle cose che ardono.

30 liNegli esagrammi dei I Ching è “L’Aderente” rappresentato da due linee continue yang che, per emanare la loro luce, necessitano di qualche cosa di permanente yin all’interno che nel suo ardere non si consumi ma splenda durevolmente. È la Quintessenza, il Jing, che permette il radicamento, l’aderenza del Fuoco e la presenza della Luce nella coscienza. Quanto più pura sarà questa sostanza tanta più Luce verrà rilasciata e le forze armoniose e buone dell’universo illumineranno la vita dell’uomo.

hou

Il Fuoco Hou nell’ideogramma cinese è una fiamma che si eleva dalla Terra dirigendosi verso il Cielo.

Elemento vitale che riscalda e nutre il Fuoco può diventare pericoloso se arde e brucia!

La sua qualità dipende dalla intensità necessaria a compiere la sua opera! Quindi esistono diversi Fuochi!
Conosciamo dall’arte culinaria che gli alimenti, ad esempio, necessitano di fuochi differenti per la loro cottura. Analogamente, nell’organismo umano esistono fuochi differenti che mantengono la vita.

SAN JIAO WEBIl Triplice Riscaldatore, il San Jiao, rappresenta l’unione e la differenziazione di tre fuochi vitali. Il primo, situato nella parte sotto la linea ombelicale, è il fuoco che dà la vita e la sostiene. Il medio, tra la linea ombelicale e il diaframma, è il fuoco che trasforma gli alimenti in nutrienti. Il terzo, nella zona sopradiaframmatica, sublima i nutrienti arricchendoli con i soffi del cielo e, con un movimento ritmico di contrazione ed espansione, li ridistribuisce a tutto l’organismo.

La gestione dei fuochi è una questione vitale!

Gli alimenti se vengono troppo cotti e bruciati perdono i nutrienti e diventano tossici. Alimentarsi con “cibi caldi” porta ad un accumulo di calore che unitamente al calore di una vita stressante può portare ad una condizione di infiammazione cronica che predispone alle malattie degenerative.
Nel corpo solo una data temperatura permette la vita. Se aumenta e compare la febbre essa può essere salutare se sufficiente a distruggere gli agenti patogeni ma, se eccessiva, può dare convulsioni e obnubilamento. Il suo diminuire porta al congelamento e alla morte.
Dal punto di vista psicologico è necessario il Fuoco per mantenere vivace il nostro animo, ma anche in questo ambito si manifesta la sua duplicità. Il Fuoco fa nascere la passione che può condurre alla affermazione personale e alla ricerca del potere o aprire alla dimensione spirituale, transpersonale, rendendo l’uomo creatore. Può dirigere la volontà verso le conquiste materiali o, rendendo chiara la coscienza, verso la grandezza di una piena realizzazione morale e spirituale.

Il Fuoco scoperto e non conquistato!

La ”Scoperta del Fuoco” ha segnato un grande cambiamento nella vita dell’uomo ma, ancora oggi, non si è svelata tutta la sua potenzialità restando la capacità di gestire il Fuoco un’arte difficile, complessa e non del tutto padroneggiata.

Sperando di essere stata sufficientemente chiara, vorrei concludere con l’auspicio che, integrando i diversi codici, si possa sempre aiutare ciascuna persona affinché viva coscientemente e nel migliore dei modi la sua vita.

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