Giocando si Impara
Giocare: considerare fenomeni usuali con occhi nuovi per imparare.
Perchè abbiamo bisogno di un approccio diverso per imparare?
Tutti abbiamo sentito la frase della Bibbia che dice: “chi non accoglie il regno di Dio come un bambino non entrerà in esso” (Mc 10,14).
Vi chiederete cosa c’entra questo con il gioco o con l’imparare?
In questa frase si parla di un Regno di Dio. L’uomo conosce i Regni di questo mondo, il minerale, il vegetale e l’animale. Ma l’uomo, non solo fa parte anche del Quarto Regno in quanto dotato di una “personalità”, ma anche del Quinto, del Regno di Dio, in quanto “essere spirituale”.
Questo Regno è ancora un grande sconosciuto. Perchè?
In un altro passo viene detto che il Regno di Dio è inutile cercarlo qui o là perchè è “dentro di noi” (Lc 17,21).
Difficile capire come è dentro di noi o dove sta. Per farci un’idea possiamo utilizzare l’Ovoide della Psicosintesi, mappa funzionale piuttosto che topografica, che colloca questo regno nella parte superiore dove è presente una stella.
Ritorniamo alla questione della conoscenza.
Per conoscere questo regno vi devo entrare e per entrarvi devo essere come un bambino.
L’aspirazione che sentiamo ad entrare in questo luogo è forte, ma per sapere come fare dobbiamo capire cosa significa l’espressione “come un bambino“, in quanto di loro o di chi è come loro è questo regno.
Nella nostra mente diventare come un bambino può avere un senso svalutativo perchè è come un tornare indietro, perdendo ciò che faticosamente si è conquistato. L’adulto è il risultato di continue acquisizioni e sviluppo di competenze, ma sembra che il bambino abbia qualcosa che l’adulto ha perso o non ha sviluppato.
Il bambino ha una forte aspirazione, guarda l’universo intero e corre per conquistarlo. Raggiunge così grandi risultati e il suo sapere e le sue competenze aumentano tanto da stupire l’adulto per la velocità con la quale compaiono.
Il bambino sviluppa attivamente in se stesso l’uomo al quale resta una duplice possibilità quella di “invecchiare” o quella di sviluppare “l’uomo nuovo“, “l’uomo spirituale“.
La prima parte del percorso di vita sembra che non desti problemi e che dia i risultati prefissati: i bambini crescono e danno vita ad uomini adulti con una personalità sviluppata e consolidata.
Consideriamo a grandi linee cosa è avvenuto in questo primo passaggio.
È diminuita l’esuberanza vitale, l’effervescenza emotiva e sono aumentate le capacità mentali e razionali. Definiamo il bambino istintivo e l’adulto razionale. L’uomo ha acquisito equilibrio ed efficienza. Possiamo dire che si è strutturato, individualizzato e ha acquisito delle capacità e raffinati strumenti di apprendimento.
Nell’adulto si
è sviluppata la coscienza, come consapevolezza del reale, conoscenza di ciò che è concreto.
Si è formata la personalità con un Io capace di operare delle scelte.
Ha imparato ad acquisire dati attraverso i sensi e a utilizzarli attraverso la mente: è un essere pensante.
Attraverso il processo della riflessione acquisisce sapere e sceglie.
Nei processi di analisi diventa molto bravo ed è in grado di far diventare abili anche gli altri: il sapere si trasmette.
Il processo che conduce dal bambino all’adulto è quasi obbligato.
Gli educatori, famiglia, scuola e società, si adoperano perchè si sviluppi un adulto.
Dopo tutto resta nella mani della singola persona.
Che cosa ha perso l’adulto di ciò che era presente nel bambino?
Osserviamo il bambino.
Quando parliamo di bambini per definizione parliamo di “colui che gioca“, che trascorre il suo tempo usando il gioco come modalità principale di apprendimento. Nel suo gioco viene coinvolto interamente e l’esperienza che fa gli permette di acquisire conoscenza molto velocemente.
A questa capacità di immergersi completamente nell’esperienza si aggiunge la continua meraviglia e stupore di fronte alle sue continue scoperte. Non da niente per acquisito, già conosciuto, posseduto. La ripetitività non lo annoia, a differenza dell’adulto che coglie sempre il già conosciuto, l’uguaglianza.
Il gioco è sempre presente nella nostra vita ma quando diventiamo adulti si fa sul serio, ci sono un gran numero di regole e poche occasioni di ridere. Questo capita solo, ad esempio, quando il gioco degenera in gioco spontaneo con infrazione delle regole e riequilibrio delle relazioni.
Il gioco dell’adulto è pieno di razionalità!
Il bambino possiede un altra caratteristica, la purezza. Si dice che il bambino ha la coscienza pulita, pura. Non in senso estetico o morale ma di assenza di ingombri e di attaccamenti, di tutte quelle cose di cui ci siamo riempiti diventando grandi. La razionalità, ad esempio, alla quale siamo tanto attaccati.
Per entrare nel regno di Dio non ci servono!
Questo non significa che li abbandoniamo, che ce ne liberiamo, ma solo che li utilizziamo per quello che realmente servono.
Per integrare l’intuizione supercosciente e per percepire gli archetipi occorre disidentificarsi dalla mente logica, farla tacere , fare silenzio. Si accede così alla realtà prima che da forma alle cose e che si trova nella parte superiore dell’ovoide di Assagioli, in ciò che trascende la personalità. Realtà che, conosciuta, si ritrova e si riconosce in tutte le sue forme manifeste.
Per fare questo la nostra personalità costituisce un impedimento piuttosto che un aiuto e per questo si parla di purificazione di diventare puri come i bambini.
“Purificare” significa fare che ogni cosa sia efficiente per il suo scopo liberandola da ciò che la sporca.
L’uomo tornando come un bambino può utilizzare il gioco per imparare.
Perchè il “contesto ludico” anche da adulti aiuta ad imparare?
Oggi si parla tanto di “contesto scientifico” come il solo che possa dare conoscenza e questo è, però, l’ambito in cui regna sovrana la razionalità. Verificabile, dimostrabile, analizzabile, ripetibile … sono i termini utilizzati nell’ambito definito scientifico.
Siamo diventati i grandi credenti e fanatici della scienza!
Ricordate a scuola di che cosa si occupava la scienza? Essa studia il mondo esterno, il mondo visibile che si manifesta e ha adeguato i suoi strumenti a questa condizione.
Crescendo siamo diventati seri, anzi, seriosi, perchè il bambino prende molto seriamente la vita, e abbiamo perso il piacere. Abbiamo relegato in una piccola parte della vita il divertimento e abbiamo anche costruito l’industria del divertimento, strutturando anche ciò che per definizione non dovrebbe essere strutturato.
Il bambino impara più velocemente perchè si diverte, gioca.
Rivalutare e riappropriarci del gioco permette di disidentificarsi dal polo razionale e di attivare altre funzioni per passare dal sapere al conoscere.
Infatti lo stadio dell’Io, poichè privo delle strutture intuitive, che permettono una esperienza di identità, rappresenta, da una prospettiva transpersonale, una condizione di ignoranza e di dolore che rende dipendenti dalla materia e relativamente imprigionati nei suoi confini.
Ci sono cose che i nostri raffinati strumenti conoscitivi non possono conoscere.
Solo l’intuizione, simile al rapporto tra due amanti, permette di superare la dualità e raggiungere la vera conoscenza.
Sapere non equivale a conoscere!
Conosciamo quando entriamo in intimità con il fenomeno, quando ne conosciamo l’anima, l’essenza. Passiamo ad un sistema tridimensionale che ci permette di alzarci dalla superficie, dalla realtà fenomenica per aprirci a quella spirituale. Dal tangibile al trascendente. È un processo che permette di evocare, di risvegliare per risonanza parti identiche: solo l’anima conosce l’anima, solo lo spirito conosce lo spirito.
Vecchio significa che mantengo le cose senza rinnovarle.
L’adulto si trova davanti ad un bivio. Può invecchiare o far nascere l’uomo nuovo.
Può continuare a fare ciò che ha sempre fatto cristallizzandosi e strutturandosi continuando a creare separazioni e divisioni.
Oppure può giocare e immergendosi completamente nell’esperienza, purificare il conosciuto, ritornare all’unità, e, come un bambino che guarda sintesi e non parti, meravigliarsi e stupirsi. Impara a contemplare! Lo Spirito conosce lo Spirito. Tutte le parti vengono integrate e risignificate, e, accedendo alla dimensione superiore, può far nascere l’Uomo Spirituale.
Sperando di essere stata sufficientemente chiara, vorrei concludere con l’auspicio che, integrando i diversi codici, si possa sempre aiutare ciascuna persona affinchè viva coscientemente e nel migliore dei modi la sua vita.
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